GLI INDIVIDUI E IL CAMPO ECONOMICO-SOCIALE

Sulle modalità di esistenza degli individui in un campo economico e sociale, Marx e Engels affermano[1]:

“I presupposti da cui muoviamo non sono arbitrari, non sono dogmi: sono presupposti reali, dai quali si può astrarre solo nell'immaginazione. Essi sono gli individui reali, la loro azione e le loro condizioni materiali di vita, tanto quelle che essi hanno trovato già esistenti quanto quelle prodotte dalla loro stessa azione. Questi presupposti sono dunque constatabili per, via puramente empirica. Il primo presupposto di tutta la storia umana è naturalmente l'esistenza d’individui umani viventi. Il primo dato di fatto da constatare è dunque l'organizzazione fisica di questi individui e il rapporto, che ne consegue, verso il resto della natura. Qui naturalmente non possiamo addentrarci nell'esame né della costituzione fisica dell'uomo stesso, né delle condizioni naturali trovate dagli uomini, come le condizioni geologiche oro-idrografiche, climatiche, e così via. Ogni storiografia deve prendere le mosse da queste basi naturali e dalle modifiche da esse subite nel corso della storia per l'azione degli uomini. Si possono distinguere gli uomini dagli animali per la coscienza, per la religione per tutto ciò che si vuole; ma essi cominciarono a distinguersi dagli animali allorché cominciarono a produrre i loro mezzi di sussistenza, un progresso che è condizionato dalla loro organizzazione fisica. Producendo loro mezzi di sussistenza, gli uomini producono indirettamente la loro stessa vita materiale. Il modo in cui gli uomini producono i loro mezzi di sussistenza dipende prima di tutto dalla natura dei mezzi di sussistenza che essi trovano e che debbono riprodurre. Questo modo di produzione non si deve giudicare solo in quanto è la riproduzione dell'esistenza fisica degli individui; anzi, esso è già un modo determinato dell'attività di questi individui, un modo determinato di estrinsecare la loro vita, un modo di vita determinato. Come gli individui esternano la loro vita, così essi sono. Ciò che essi sono coincide dunque immediatamente con la loro produzione, tanto con ciò che producono quanto col modo come producono. Ciò che gli individui sono dipende dunque dalle condizioni materiali della loro produzione.


[1] Marx e Engels 1846, trad. it. 1972, pp. 8-9.

IL CAMPO ECONOMICO-SOCIALE

Per le modalità dell’indagine che qui ci si propone è necessario analizzare il termine di campo economico-sociale, ossia è necessario parlare, in modo teorico, delle modalità di esistenza storiche di una formazione economico-sociale (ökonomische Gesellschaftsformation; ökonomische Gesellschaftsformation si potrebbe anche tradurre come formazione economica della società; se si usa questa traduzione, la parola formazione designa un processo, per esempio il succedersi dei modi di produzione; se si usa l’altra traduzione, formazione economico-sociale, si designa un processo e il suo risultato, cioè l’insieme dei rapporti di corrispondenza tra un’infrastruttura che, in pari tempo, è coinvolta e coinvolge le sovrastrutture implicate e interconnesse che si sviluppano in un particolare modo di produzione[1]). Per farlo in un modo articolato che comprenda tutti gli aspetti di questa formazione, da quello materiale a quello dell’immateriale, si fa ricorso, qui a un’enciclopedia offerta dal campo marxiano, ossia a una batteria di astrazioni razionali sulla processualità dello sviluppo storico (usate in questa indagine preparatoria in modo molto elementare, semplificato) elaborate da Karl Marx[2].
Per porre l’accento sul valore del termine astrazione, che è quanto ordina la descrizione storica che precede, si legga quanto è scritto, in Marx e Engels[3]:

“Di per sé, separate dalla storia reale, queste astrazioni [sullo sviluppo storico umano] non hanno assolutamente valore. Esse possono servire soltanto a facilitare l’ordinamento del materiale storico, a indicare la successione dei suoi singoli strati. Ma non danno affatto […] una ricetta o uno schema sui quali si possono ritagliare e sistemare le epoche storiche. La difficoltà comincia, al contrario, quando ci si dà allo studio del materiale, sia di un’epoca passata che del presente, a esporlo realmente.”

Ancora quanto scrive Marx (che basa la sua argomentazione sull’esempio del lavoro)[4]:

“Questo esempio del lavoro mostra in modo evidente come proprio le categorie più astratte, sebbene siano valide per tutte le epoche - proprio a causa della loro astrazione -, sono tuttavia, in ciò che vi è determinato in quest’astrazione, il prodotto di condizioni storiche e posseggono la loro piena validità solo all’interno di queste condizioni. La società borghese è la più sviluppata e multiforme organizzazione storica della produzione. Le categorie che esprimono i suoi rapporti e la comprensione della sua articolazione, permettono di penetrare, allo stesso tempo, nell’articolazione e nei rapporti di produzione di tutte le forme di società passate, sulle cui rovine e con i cui elementi essa si è costruita, di cui si trascinano in essa, ancora residui parzialmente non superati, mentre ciò che in essa era solo accennato ha assunto significati compiuti ecc. L’anatomia dell’uomo è una chiave per l’anatomia della scimmia. Ciò che nelle specie animali inferiori accenna a qualcosa di superiore può essere compreso soltanto se la forma superiore è conosciuta. L’economia borghese fornisce quindi la chiave di quella antica ecc.”[5]

Due precisazioni terminologiche: con il termine economia[6] qui s’intende, in senso ampio e generico, il complesso delle risorse (terre, materie prime, energie naturali, capacità lavorative, capitali etc.) e delle attività dirette alla loro utilizzazione (produzione, circolazione, distribuzione, scambio, consumo) in un determinato spazio e tempo storico. Secondo l’ottica marxiana, con il termine economia ci si riferisce alla base materiale della vita umana e della società. Con base materiale s’intende poi l’insieme del lavoro e delle condizioni della sua realizzazione come trasformazione della natura; in questo senso l’economia comprende tutto il complesso dei rapporti di produzione, così come comprende in sé i rapporti sociali (v. modo di produzione). Con il termine società[7] qui poi s’intende, in senso ampio e generico, ogni insieme d’individui uniti da rapporti di varia natura e in cui s’instaurano forme di divisione dei compiti, che assicurano la sopravvivenza e la riproduzione materiale/immateriale dell’insieme sociale stesso e dei suoi componenti. Secondo l’ottica marxiana, con il termine società s’intende un insieme d’individui, storicamente dati e presi all’interno di rapporti sociali creati, questi, dalle forme di esistenza storica dei rapporti di produzione. Come scrivono Marx e Engels[8], la società

“comprende tutto il complesso delle relazioni materiali fra gli individui all’interno di un determinato grado di sviluppo delle forze produttive”.



[1] Cfr. Godelier 1979, pp. 342-344, Godelier 1981b, pp. 463-464.
[2] Le opere di Marx in cui appaiono le astrazioni ragionate qui presentate sono: Marx 1844, trad. it. 1873; Marx 1846, trad. it. 1972; Marx e Engels 1846, trad. it. 1972; Marx 1847, trad.it. 1949; Marx 1848, trad.it. 1963; Marx 1857, trad. it. 1974; Marx 1858a, b, trad.it. 1976; Marx 1859, trad. it. 1974; Marx 1865, trad.it. 1975; Marx 1867, trad.it. 1975. Sul ruolo comproprietario di Engels nell’elaborazione teorica marxista, v. Stedman Jones 1978, pp. 345-354. Sull’attualità e inevitabilità delle analisi marxiane, v., per esempio: Vilar 1974; Châtelet 1975, trad. it. 1977; Luporini 1977, pp. VIII-XXIV; Vilar 1978a, pp. 200-209, 213-232; Vilar 1978b, pp. 57-90; Carandini A. 1979, pp. XVII-XIX, p. 23; Bois 1978, trad, it 1980; Hobsbawm 1982, pp. 5-52; Godelier 1982, pp. 331-356; Chavance 1983; Baratta et alii 1986; Nassini 1987; Harvey 1990, trad. it. 1993; Balibar 1993, trad. it. 1994; Arrighi 1994, trad. it. 2003; Arrighi e Silver, 1999, trad. it 2003; Carandini G. 2005; Harvey 2010, trad. it. 2011; Hobsbawm 2011 etc.
[3] Marx e Engels 1846, trad. it. 1972, p. 14.
[4] Marx 1857, trad. it. 2010, pp. 40-41,
[5] Sul rapporto astratto/concreto (partire da astrazioni semplici per produrre un concreto di pensiero), v. Marx 1857, trad. it. 2010, pp. 12-13, 34-45; Althusser 1969, trad. it. 1977, pp. 16-18, Musto 2010, pp. 80-84, 99-114.
[6] Cfr. Mascitelli 1977, sub voce ‘economia’.
[7] Mascitelli 1977, sub voce ‘società’.
[8] Marx e Engels 1846, trad. it.1972, p. 65. Cfr. Ceserani e De Federicis 1980, pp. 4-5.

Citazione d'apertura

“Come gli individui esternano la loro vita, così essi sono. Ciò che essi sono coincide dunque con la loro produzione, tanto con ciò che producono quanto col modo come producono. Ciò che individui sono dipende dunque dalle condizioni materiali della loro produzione.”

Marx, Engels 1846, trad. it. 1972, p. 1

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